domenica 17 febbraio 2008

I 12 punti del programma

Riportiamo brevemente i 12 punti del programma, per leggerne gli approfondimenti punto per punto andate qui.

Primo: modernizzare l’Italia.
Pensare ad un’Italia moderna significa scegliere come priorità le infrastrutture e la qualità ambientale.
Il Paese ha bisogno di infrastrutture e servizi che oggi sono ostacolati più da incapacità di decisione che da carenza di risorse finanziarie.

Secondo: crescita del Mezzogiorno, crescita dell’Italia.
La priorità in materia è quella di portare entro il 2013 la rete delle infrastrutture, a cominciare dal sistema dei trasporti – strade, ferrovie, porti, aeroporti e autostrade del mare – su un livello quantitativo e qualitativo confrontabile con l’Europa sviluppata. E lo stesso vale per servizi essenziali come quelli idrici e ambientali.

Terzo: controllo della spesa pubblica.
Proprio l’esperienza di questi due anni ci consente di dire credibilmente ai cittadini italiani che nella prossima legislatura, il banco di prova decisivo per il Governo del Partito Democratico è quello di riqualificare e ridurre la spesa pubblica. Senza ridurre, anzi facendo gradualmente crescere in rapporto al PIL, la spesa sociale aumentandone la produttività e rendendola finalmente quel fattore di sviluppo e di uguaglianza che oggi ancora non è.

Quarto: Pagare meno, pagare tutti.
Oggi è possibile ridurre davvero le tasse ai contribuenti leali, che sono tanti, lavoratori dipendenti e autonomi, e che pagano davvero troppo. Il risanamento della finanza pubblica realizzato negli ultimi due anni, combinato con questo credibile e concreto programma di riduzione e riqualificazione della spesa e con la prosecuzione della lotta all’evasione, permette per il futuro, anche per quello immediato, di programmare una riduzione del carico fiscale.

Quinto: investire sul lavoro delle donne.
Il modello sociale italiano è oggi afflitto da tre gravi patologie: bassi tassi di occupazione femminile, bassa natalità e alti tassi di povertà minorile. Per questo noi vogliamo trasformare l’enorme capitale umano femminile inattivo in un “asso” da giocare nella partita dello sviluppo, della competitività, del benessere sociale.

Sesto: aumentare il numero di case in affitto.
La scarsa disponibilità di case in affitto blocca la mobilità, specie dei giovani e delle giovani coppie. Il terzo delle famiglie che non possiede abitazioni è esposto al rischio di aumenti dei costi degli affitti e alle difficoltà di poter acquistare una casa senza venderne un'altra.

Settimo: incremento demografico.
Grande obiettivo programmatico del Partito Democratico è quello di invertire l’attuale trend demografico, aiutando in modo significativo le famiglie con figli, mediante l’istituzione della Dote fiscale per il figlio, proposta dalla Conferenza governativa di Firenze sulla famiglia.

Ottavo: Scuola, Università e Ricerca.
Abbiamo bisogno di “campus” scolastici e universitari. Abbiamo bisogno che per i ragazzi i luoghi di formazione non siano come una fabbrica o un ufficio, ma dei centri di vita e di formazione permanente.
Cento “campus”, universitari e scolastici, dovranno essere pronti per il 2010. Questi saranno a tutti gli effetti delle centrali di sapere per le comunità locali, dei luoghi di formazione e di “internazionalizzazione” per i nostri ragazzi.

Nono: lotta alla precarietà, miglior qualità del lavoro e più sicurezza, un diritto fondamentale della persona umana.
In questo senso si tratta di difendere e promuovere standard minimi di civiltà. Ma anche di far avanzare un’idea alta della competizione e della produttività.

Decimo: garantire la Sicurezza.
Far sentire sicuri i cittadini, aumentando la presenza di agenti per strada e anche utilizzando nuove tecnologie è uno dei principali obiettivi programmatici del Partito Democratico.

Undicesimo: giustizia e legalità
Di innovazione ha bisogno un’altra sfera decisiva nella vita di un Paese e di ogni suo cittadino: quella della giustizia, della legalità. Il Partito Democratico, sia attraverso il codice etico, sia attraverso norme statutarie relative ai comportamenti di suoi iscritti eletti nelle istituzioni, stabilisce indicazioni rigorose in particolare sulla qualità delle nomine di cui i suoi rappresentanti dispongono.

Dodicesimo: banda larga in tutti Italia e TV di qualità.
L’effettiva possibilità di accesso alla rete a banda larga deve diventare un diritto riconosciuto a tutti i cittadini e a tutte le imprese, su tutto il territorio nazionale, esattamente come avviene per il servizio idrico o per l’energia elettrica. Noi realizzeremo, a partire dalle grandi città, reti senza fili a banda larga per creare un ambiente disponibile alla gestione di nuovi servizi collettivi.

sabato 16 febbraio 2008

Libertà di espressione e Comportamenti illegali

Pubblichiamo l'intervento del Consigliere Leonardo Barcelò, membro del comitato direttivo del Circolo Bolognina-Casaralta.

Intervento in Consiglio Comunale di Lunedi 11 Febbraio 2008.

Sabato scorso nella nostra città si è svolta una manifestazione di un gruppo di anarchici venuti a Bologna da tutta Italia per protestare contro gli arresti dei loro aderenti nei mesi scorsi dopo gli scontri con la polizia in Piazza Verdi.

Circa 400 manifestanti sono partiti da Porta Ravegnana per arrivare poco prima di sera in Piazza dell’Unità, con un furgone in testa e uno in coda al corteo, entrambi i mezzi con le targhe coperte.
Durante tutto il loro percorso hanno ricoperto diversi muri con scritte contro le forze di sicurezza, il Sindaco Cofferati, il Clero, le banche, i giornalisti.
Intimidazioni,inoltre, contro chi avesse macchine fotografiche, con l’avvertimento minaccioso di non usarle per l’incolumità di tutti.

Incappucciati hanno reso inutilizzabili con la vernice una decina di telecamere di sorveglianza lungo il tragitto. In Piazza dell’Unità gli anarchici, tra i loro applausi, hanno dato fuoco alla bandiera italiana, a quella europea e, infine, hanno imbrattato la lapide con i nomi dei martiri della Battaglia della Bolognina.
Questa marcia incivile, produttiva di numerosi danni, ha denigrato e offeso la stessa storia del movimento anarchico.

Se queste persone sono ignare che proprio grazie anche al sacrificio degli eroi partigiani possono esercitare i loro legittimi diritti di critica in regime democratico, va loro ricordato che sono, comunque, tenute al rispetto delle leggi e dei simboli della nostra Nazione fondata sui valori costituzionali nati dalla Resistenza.

Bologna ha visto negli ultimi mesi un crescendo di atti vandalici e di gesti oltraggiosi, di varie matrici politiche figlie dell’intolleranza , nei confronti dei Martiri della Resistenza nella zona della Bolognina, ove , come già da me denunciato in Consiglio Comunale, in via Spada è stato appiccato il fuoco alla lapide in onore del partigiano Amos Facchini. Analoghe azioni sono state segnalate nella zona di Corticella.

Nell’esprimere ancora una volta la mia solidarietà all’Anpi Provinciale e alla sezione Anpi Bolognina contro questo gesto ignobile auspico che nel futuro via sia dalla parte delle Forze dell’Ordine, preposte alla prevenzione dei reati, la massima attenzione e capacità di intervento affinché non si ripetano manifestazioni autorizzate nelle quali sia permesso impunemente tenere comportamenti palesemente illegali, danneggiare, minacciare e oltraggiare i simboli dello Stato e della Resistenza cari a tutti i cittadini.

In democrazia non va impedito a nessuno manifestare ed esprimere i propri convincimenti. Ciò sarebbe illiberale e in contrasto con le mie idee, con i valori costituzionali e con la grande tradizione civica di Bologna.
Tuttavia sottolineo che in un corteo autorizzato che si snoda in un percorso preventivamente conosciuto non è accettabile che gli “obiettivi sensibili” non siano adeguatamente presidiati e che non vengano adottate dalle Forze dell’Ordine le misure opportune e adeguate alla prevenzione di comportamenti illegali e dannosi.


Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, ed avere i vostri suggerimenti, rispetto a questo tema e se ritenete opportuno inviarmi i vostri preziosi suggerimenti.
A presto

Leonardo Barcelò

domenica 10 febbraio 2008

VELTRONI: SERVE CAMBIARE L'ITALIA, RIDURRE LE TASSE

dal sito Ansa

"Lo anticipo ora, ma oggi è possibile ridurre le tasse". Lo ha detto il segretario del Pd Walter Veltroni in apertura della campagna elettorale da Spello. "Grazie al risanamento portato avanti dal governo Prodi - aggiunge - oggi è possibile venire incontro agli italiani con la riduzione delle tasse".

"L'Italia è piegata e oppressa da nodi strutturali che nessuno sembra in grado di sciogliere": ha detto Walter Veltroni, sottolineando che nessuno dei due schieramenti politici che si sono alternati al governo, "é riuscito a vincere per due volte di seguito" perché ha "deluso" le aspettative degli italiani. Inoltre, ha affermato il segretario del Pd, i due poli sono stati "incapaci di uscire dallo scontro ideologico" nonostante la fine delle ideologie.

"E' la politica che deve rialzarsi, non l'Italia". Ha affermato il segretario del Pd osservando quanto la politica abbia deluso gli italiani nella sua continua logica di contrapposizione. Rispondendo allo slogan di Berlusconi 'Rialzati Italia' Veltroni afferma dunque che è la politica che deve cambiare in meglio perché "é solo un mezzo e non un fine".

"Ciò che ci ha impedito di vincere é stata la politica divisa. Sono state le divisioni tra noi". Ha sottolineato Veltroni nel suo discorso. "Per questo il Pd ha deciso di rompere unilateralmente le alleanze contro - prosegue - noi vogliamo e possiamo voltare pagina".

"Dopo la nostra scelta tutto si è messo in movimento". Veltroni ha sottolineato che nel centrodestra ora "sembrano più preoccupati di come vincere che di perché vincere". "Hanno già governato per 7 anni e propongono di farlo esattamente gli stessi di prima - ha aggiunto - e con lo stesso programma di prima". Veltroni che aveva sottolineato la difficoltà che in Italia vengano eletto uno stesso governo per due volte di seguito ha aggiunto che "non bisogna cambiare il governo, ma cambiare l'Italia". "Si può fare", ha detto citando quello che è uno degli slogan della campagna elettorale che ricalca lo 'Yes we can', di Barak Obama. "La speranza - ha osservato - la fiducia è il motore del cambiamento che serve all'Italia. Per questo mi candido, non per ricoprire una carica".

"Gli occhi degli italiani hanno visto troppo odio", "l'Italia ora deve essere unita". "Ora bisogna rimettersi in cammino - sottolinea Veltroni - e non ci sono due Italie". "Non è giusto - aggiunge Veltroni - mettere le bandierine: gli italiani non appartengono a nessuno". "Vogliamo una stagione nuova - conclude Veltroni - bisogna lasciare l'odio e scegliere la speranza".

"Cominciare da qui è un modo per dire a cosa pensiamo. Non al destino di questo o quel leader, di questo o di quel partito, ma al destino dell'Italia". Ha detto il leader del Pd.

"Verrà presto l'assemblea costituente del Pd, il tempo di tornare a parlare il linguaggio asciutto e severo dei programmi. Il tempo di spiegare e chiarire le nostre proposte e di ribadire, ad esempio, che oggi è possibile ridurre le tasse perché la lotta all'evasione ha dato risultati". Ha affermato Veltroni. "Io - ha aggiunto - rimango della mia idea: pagare meno, pagare tutti. Oggi, grazie al lavoro del Governo Prodi, possiamo fare quello che non è mai stato fatto. Quello, gli italiani lo sanno, che è stato ogni volta annunciato, ma non realizzato". "Verrà il tempo - ha concluso - per dire agli italiani ciò che è nostro dovere: questo è il nostro progetto per cambiare il paese, queste sono le cose che faremo per fronteggiare i problemi e trovare soluzioni. E lo potremo dire guardando negli occhi l'Italia, perché abbiamo deciso, unilateralmente, di correre liberi. Liberi, più che soli. Liberi di poter finalmente non mediare parole, non attenuare cambiamenti possibili, non rinunciare a ciò che si crede giusto. Guardiamo negli occhi l'Italia e le diciamo: comincia un tempo nuovo".