sabato 16 febbraio 2008

Libertà di espressione e Comportamenti illegali

Pubblichiamo l'intervento del Consigliere Leonardo Barcelò, membro del comitato direttivo del Circolo Bolognina-Casaralta.

Intervento in Consiglio Comunale di Lunedi 11 Febbraio 2008.

Sabato scorso nella nostra città si è svolta una manifestazione di un gruppo di anarchici venuti a Bologna da tutta Italia per protestare contro gli arresti dei loro aderenti nei mesi scorsi dopo gli scontri con la polizia in Piazza Verdi.

Circa 400 manifestanti sono partiti da Porta Ravegnana per arrivare poco prima di sera in Piazza dell’Unità, con un furgone in testa e uno in coda al corteo, entrambi i mezzi con le targhe coperte.
Durante tutto il loro percorso hanno ricoperto diversi muri con scritte contro le forze di sicurezza, il Sindaco Cofferati, il Clero, le banche, i giornalisti.
Intimidazioni,inoltre, contro chi avesse macchine fotografiche, con l’avvertimento minaccioso di non usarle per l’incolumità di tutti.

Incappucciati hanno reso inutilizzabili con la vernice una decina di telecamere di sorveglianza lungo il tragitto. In Piazza dell’Unità gli anarchici, tra i loro applausi, hanno dato fuoco alla bandiera italiana, a quella europea e, infine, hanno imbrattato la lapide con i nomi dei martiri della Battaglia della Bolognina.
Questa marcia incivile, produttiva di numerosi danni, ha denigrato e offeso la stessa storia del movimento anarchico.

Se queste persone sono ignare che proprio grazie anche al sacrificio degli eroi partigiani possono esercitare i loro legittimi diritti di critica in regime democratico, va loro ricordato che sono, comunque, tenute al rispetto delle leggi e dei simboli della nostra Nazione fondata sui valori costituzionali nati dalla Resistenza.

Bologna ha visto negli ultimi mesi un crescendo di atti vandalici e di gesti oltraggiosi, di varie matrici politiche figlie dell’intolleranza , nei confronti dei Martiri della Resistenza nella zona della Bolognina, ove , come già da me denunciato in Consiglio Comunale, in via Spada è stato appiccato il fuoco alla lapide in onore del partigiano Amos Facchini. Analoghe azioni sono state segnalate nella zona di Corticella.

Nell’esprimere ancora una volta la mia solidarietà all’Anpi Provinciale e alla sezione Anpi Bolognina contro questo gesto ignobile auspico che nel futuro via sia dalla parte delle Forze dell’Ordine, preposte alla prevenzione dei reati, la massima attenzione e capacità di intervento affinché non si ripetano manifestazioni autorizzate nelle quali sia permesso impunemente tenere comportamenti palesemente illegali, danneggiare, minacciare e oltraggiare i simboli dello Stato e della Resistenza cari a tutti i cittadini.

In democrazia non va impedito a nessuno manifestare ed esprimere i propri convincimenti. Ciò sarebbe illiberale e in contrasto con le mie idee, con i valori costituzionali e con la grande tradizione civica di Bologna.
Tuttavia sottolineo che in un corteo autorizzato che si snoda in un percorso preventivamente conosciuto non è accettabile che gli “obiettivi sensibili” non siano adeguatamente presidiati e che non vengano adottate dalle Forze dell’Ordine le misure opportune e adeguate alla prevenzione di comportamenti illegali e dannosi.


Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, ed avere i vostri suggerimenti, rispetto a questo tema e se ritenete opportuno inviarmi i vostri preziosi suggerimenti.
A presto

Leonardo Barcelò

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Leonardo, condivido pienamente i contenuti del tuo intervento in Consiglio comunale. Il problema che tu sollevi, sul mancato intervento delle forze dell'ordine a fronte di atti vandalici commessi pubblicamente, apre un delicato discorso sui limiti e le opportunità di intervenire con la forza in occasione di flagranti violazioni della legalità. Evidentemente è stato giudicato che fosse "accettabile" far bruciare delle bandiere ed imbrattare delle lapidi a scanso di danni maggiori, provocati da eventuali scontri innescati da un intervento della polizia. Rimane il fatto che chi si comporta incivilmente ed offende valori condivisi gode, di fatto, di una assoluta impunità. Credo che sia il caso di riflettere sul fatto che non esistono solo danni materiali ma anche civili e morali, da mettere a confronto.

Franco Trentini ha detto...

Difficile non condividere l'intervento di Leonardo. E' anche ragionevole pensare che la polizia non sia intervenuta per evitare che la situazione paggiorasse. Però esistono anche le azioni preventive e di dissuasione.
La certezza che chi fa danneggiamenti gravi viene punito (anche se il carcere non è necessariamente l'unica soluzione) dovrebbe contribuire a rendere tutti più tranquilli e prudenti.
Fa specie il fallimento totale dell'attività preventiva; è pensabile ad una conseguenza, forse non voluta, fra i dissidi, nemmeno tanto simulati, fra il comune e la prefettura?
L'altro aspetto, è quello del danneggiamento delle lapide partigiane. Semplice idiozia oppure atto voluto (se sanno leggere sapevano cosa imbrattavano). Da chi è perché? Insomma chi sono e a cosa pensano questi nuovi anarchici? A quale idea di anarchia si rifanno? Siamo abituati a pensare che l'ideale anarchico è il progenitore dei grandi movimenti di sinistra. Non è esattamente così, anche se lo è certamente in prima approssimazione ed in base alla nostra esperienza; ben altre però possono essere le radici (esiste anche l'anarchia di destra e reazionaria) e le commistioni possono essere di ogni specie; in un mondo globalizzato le idee circolano con grande facilità e velocità.
In sintesi, considerato che a sinistra le mediazioni formali e gli equilibrismi necessari fino a qualche settimana fa non sono più necessari, forse sarebbe opportuno riprendere alcuni dei ragionamenti timidamente accennati in merito a qualità della vita in città, spazi di dissenso, sicurezza e così via. un po' di politicamnte scorretto non farebbe male. E sarebbe opportuno iniziare a capire meglio chi sono, cosa e chi rappresentano, cosa pensano, a quali culture si rifanno i giovani che in modo più o meno organizzato, hanno posizioni ( politiche, sociali, culturali) di dissenso più o meno radicale rispetto a molti aspetti di questa società. Ho il sospetto che troveremmo molte sorprese, non tutte necessariamente negative. Ma come minimo dovremo abitarci al fatto che valori e comportamenti che davamo per scontati (il rispetto, a volte un po' manicheo, di alcuni valori) siano estranei o indifferenti a molti appartenenti questi gruppi. Poi probabilmento hanno altri valori, forse interessanti. Intanto cerchiamo di conoscerli, poi proviamo a capire.

Lina Sini ha detto...

Caro Leonardo, sono completamente d'accordo con il testo del tuo intervento.
Credo che oggi si sia persa memoria di molte cose, tra le quali il significato e il "linguaggio" del manifestare. Una manifestazione nasce dalla volontà di mandare un messaggio, che nel caso di comportamenti violenti, o anche solo segnati da fenomeni di teppismo, da parte dei partecipanti, diviene un messaggio di violenza o di mancanza di rispetto per le regole del vivere civile. Resta da capire, caso per caso, in che misura ciò sia intenzionale e consapevole.
Così come il danneggiamento delle lapidi partigiane è un segnale di ignoranza (perdita di memoria?) o di disprezzo - chissà - della storia di questo paese, che è così recente per chi l'ha vissuta e per i figli di quella generazione, ma purtroppo così lontana dalla mente delle generazioni più giovani. Anche per colpa di chi non ha saputo trasmettere la fatica della conquista di certi valori, forse, fatto sta che i ragazzi pensano di poter dare molte cose per scontate. Di poter gettare dalla finestra le conquiste fatte dai loro nonni, a volte a costo della vita. Di poterli sbeffeggiare.
E' triste pensare di dover sorvegliare le manifestazioni con le forze dell'ordine, però se questo deve essere il risultato è necessaria più attenzione da parte delle istituzioni, più controllo e più sanzioni. Identificare e allontanare i facinorosi, per garantire a tutti coloro che vogliono manifestare pacificamente, di poterlo fare.

Anonimo ha detto...

Caro Leonardo, sottoscrivo in pieno quanto da te scritto e, sinceramente, non ho nulla da aggiungere. Ancora complimenti per la sintesi e la decisione...